Licenziamento disciplinare: condotta extra-lavorativa oltre la soglia del “minimo etico”

 


In tema di licenziamento per giusta causa, l’incidenza del comportamento extra-lavorativo del dipendente sul rapporto di lavoro discende dal riflesso, anche solo potenziale ma oggettivo, sulla funzionalità del rapporto, perché di gravità tale, per contrarietà alle norme dell’etica e del vivere comuni, da connotare la figura morale del lavoratore, compromettendo le aspettative di un futuro puntuale adempimento.

La vicenda giudiziaria riguarda la domanda di impugnativa del licenziamento disciplinare intimato ad un lavoratore. La Corte di appello territoriale, confermando la sentenza del primo giudice, aveva rigettato la domanda, perché il lavoratore, conducente di linea, era stato trovato positivo agli accertamenti tossicologici periodici prescritti dalla legge per le mansioni cd. “a rischio”.
Ricorre così in Cassazione il lavoratore, lamentando principalmente che la Corte di merito avesse ritenuto violato il cd. “minimum etico” nella condotta del lavoratore, integrata dal consumo di sostanze stupefacenti leggere, laddove ciò implicava la necessità di affissione del codice disciplinare.
Per la Suprema Corte il ricorso è infondato, poiché viola certamente il “minimo etico” il consumo di sostanze stupefacenti ad opera di un lavoratore adibito a mansioni di conducente di autobus, definite “a rischio”. A tal proposito, in tema di licenziamento per giusta causa, l’onere di allegazione dell’incidenza del comportamento extra-lavorativo del dipendente sul rapporto di lavoro (nella specie, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti), è assolto dal datore di lavoro con la specifica deduzione del fatto in sé, quando lo stesso abbia un riflesso, anche solo potenziale ma oggettivo, sulla funzionalità del rapporto, compromettendo le aspettative di un futuro puntuale adempimento. Ciò, purché di gravità tale, per contrarietà alle norme dell’etica e del vivere comuni, da connotare la figura morale del lavoratore, tanto più se inserito in un ufficio di rilevanza pubblica a contatto con gli utenti.