Deduzione a rischio se il fornitore ha un attività incompatibile con la merce

 

Con la recente Ordinanza n. 29322 del 14 novembre 2018, la Corte di Cassazione ha confermato l’indeducibilità dei costi riferiti all’acquisto di materie prime fatturate da un fornitore con attività del tutto diversa e incompatibile con la natura della merce. In tal caso si presume che si tratti di un operazione inesistente, se non viene fornita ulteriore prova circa l’ autenticità dell’acquisto

FATTO


L’Agenzia delle Entrate ha emesso avviso di accertamento nei confronti dell’impresa vitivinicola contestando l’indebita deduzione del costo relativo all’acquisto di mosto per vinificazione, in quanto operazione inesistente, in considerazione della circostanza che il fornitore svolgeva una attività del tutto diversa, operando nel settore della “demolizione edifici e sistemazione di terreni”.
I giudici tributari hanno accolto il ricorso del contribuente sostenendo l’onere in capo al Fisco di fornire elementi di prova ulteriori rispetto alla circostanza che la società, apparente cessionaria del mosto, svolgesse in realtà una attività del tutto estranea a quella vinicola.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE


Su ricorso dell’Agenzia delle Entrate, la Corte di Cassazione ha riformato la decisione dei giudici tributari rilevando un vizio di motivazione per violazione di legge e illogicità.
I giudici della Corte Suprema hanno precisato che la circostanza che la ditta fornitrice, nella dichiarazione di inizio attività presentata per l’attribuzione della partita Iva, abbia dichiarato di svolgere l’attività di “demolizione edifici e sistemazione di terreni” non consente, sul piano logico, di derubricare a mera supposizione dell’Ufficio la prova presuntiva secondo cui un impresa operante nel settore dell’edilizia non è nella materiale possibilità di effettuare una fornitura di mosto per vinificazione, salva l’assolvimento dell’onere probatorio, gravante sulla società verificata che ha contabilizzato la fattura di acquisto del mosto dall’impresa edile, di dimostrare che la ditta fornitrice, agendo totalmente al di fuori del proprio codice di attività, ha compiuto un’operazione commerciale manifestamente estranea al proprio oggetto sociale.
In conclusione, qualora l’Amministrazione finanziaria contesti l’indebita deduzione / detrazione di fatture relative ad operazioni inesistenti, indicando gli elementi, anche indiziari, sui quali si fonda la contestazione, diviene onere del contribuente dimostrare la fonte legittima della detrazione o del costo, altrimenti indeducibili. A tal fine, occorre tenere presente, altresì, che non è sufficiente addurre la regolarità formale delle scritture o le evidenze contabili dei pagamenti, trattandosi di dati e circostanze facilmente falsificabili e la cui predisposizione costituisce parte integrante del meccanismo di frode erariale.