In arrivo il decreto fiscale e quello di semplificazione

 


i seguenti provvedimenti: Il decreto fiscale e il decreto-legge che introduce disposizioni per la deburocratizzazione, la tutela della salute, le politiche attive del lavoro e altre esigenze indifferibili sono stati approvati dal Consiglio dei ministri nella riunione del 15 Ottobre 2018 (Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 23 del 15 Ottobre 2018).

ll Decreto Fiscale introduce nuove misure fiscali, tra queste:
– si prevede, per chi aveva già beneficiato della rottamazione bis e ha versato almeno una rata, la possibilità di ridefinire il proprio debito con il fisco (relativo al periodo tra il 2000 e il 2017) a condizioni agevolate, tra cui l’esclusione dal pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora, la possibilità di rateizzare il pagamento (massimo 10 rate consecutive di pari importo) in 5 anni pagando un interesse ridotto del 2% l’anno e quella di compensare i debiti con il fisco con i crediti nei confronti della pubblica amministrazione;
– si prevede la cancellazione automatica di tutti i debiti con il fisco relativi al periodo che va dal 2000 al 2010 di importo residuo fino a 1000 euro;
– sono previste varie ipotesi di definizione agevolata delle controversie tra i contribuenti e il fisco. In particolare, si prevede la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione a titolo di risorse proprie dell’Unione europea; delle controversie tributarie nei confronti dell’Agenzia delle entrate; degli atti del procedimento di accertamento; degli atti dei procedimenti verbali di contestazione; delle imposte di consumo;
– si mantiene l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica dal primo gennaio 2019, riducendo per i primi sei mesi le sanzioni previste per chi non riuscirà ad adeguare i propri sistemi informatici;
– si dà la possibilità di emettere fatture entro 10 giorni dalla operazione alla quale si riferiscono; inoltre, si prevede che le fatture debbano essere annotate nel registro entro il giorno 15 del mese successivo alla loro emissione. Sempre nell’ottica della semplificazione viene abrogato l’obbligo di registrazione progressiva degli acquisti;
– si prevede che il pagamento dell’Iva slitti al momento in cui la fattura viene incassata;
– si favorisce il processo telematico anche per la giustizia tributaria;
– oltre all’obbligo di fatturazione elettronica, si introduce l’obbligo generalizzato di memorizzare e trasmettere telematicamente i corrispettivi. Questo consentirà di eliminare alcuni adempimenti contabili come l’obbligo di tenuta dei registri e conservazione delle fatture e degli scontrini e un controllo maggiore e meno invasivo dell’Agenzia delle entrate; l’obbligo parte per chi ha un volume d’affari superiore a 400 mila euro dal primo luglio 2019. Per gli altri dal primo gennaio 2020.


Nel Decreto-Legge che introduce disposizioni per la deburocratizzazione, la tutela della salute, le politiche attive del lavoro e altre esigenze indifferibili, ritroviamo tra le principali misure in materia di lavoro:
– CIGS per riorganizzazione o crisi aziendale: si consente la proroga degli ammortizzatori sociali per il 2018 e 2019 per le imprese con più di 100 dipendenti, che abbiano problemi occupazionali. La cassa integrazione può essere concessa per 12 mesi per riorganizzazione aziendale e sei mesi per il caso di crisi;
– trattamento di mobilità in deroga: il trattamento di mobilità in deroga è concesso per 12 mesi a favore di quei lavoratori che hanno cessato o cessano la mobilità ordinaria o in deroga dal 22 novembre 2017 al 31 dicembre 2018 a condizione che a questi lavoratori siano applicate misure di politica attiva. La stessa misura si applica ai i lavoratori dell’area di Termini Imerese e Gela che godono di tale trattamento dal 2016.
– riforma della governance dell’Agenzia nazionale per il lavoro (Anpal);
– abolizione del libro unico del lavoro;
– semplificazione del rapporto biennale del personale;
– semplificazione in materia di imprese dello spettacolo;
– semplificazione del deposito dei contratti collettivi;
– semplificazione in materia di appalti;
– semplificazione della gestione separata.
Tra le misure per lo sviluppo economico lo stesso decreto contiene disposizioni in materia di:
– semplificazione per le imprese agro-alimentari,
– riduzione oneri per le start-up, le piccole e medie imprese innovative e gli incubatori;
– riduzione di oneri informativi e obblighi delle imprese;
– snellimento delle procedure per la costituzione di società di capitali;
– definizione dei registri distribuiti (blockchain) e sostegno, con un fondo di venture capital con Cassa Depositi e Prestiti per investire nelle startup innovative e si creato un fondo blockchain per utilizzare questa tecnologia a sostegno del made in Italy;
– incentivazione utilizzo strumenti di notificazione telematica;
norma “Bramini” – si introducono norme a tutela di chi ha debiti nei confronti delle banche ma vanta crediti nei confronti dello Stato;
– disposizioni per favorire la circolazione degli immobili oggetto di donazione;
– esenzioni in materia di invenzioni dei ricercatori delle università e degli enti pubblici di ricerca;
– RC auto equa sul territorio – Per realizzare una RC auto equa, con canoni differenziati rispetto al territorio, si eliminano i vincoli di trasferimento della polizza da un assicuratore a un altro.


 

 

No all’agevolazione “prima casa” per l’abitazione di lusso

 


Al fine di stabilire il carattere di lusso dell’immobile, anche l’ambiente strettamente adibito a cantina, ovvero a soffitta, costituisce comunque elemento da comprendere invece nel calcolo della superficie complessiva, da considerare come facente parte di “casa di lusso”, allorquando, in concreto, esse siano strutturate in modo tale da essere abitabili, si da perderne la tipica caratteristica (Corte di Cassazione – Ordinanza 03 ottobre 2018, n. 24051).

La Suprema Corte accoglie il ricorso proposto dall’Agenzia delle entrate, avverso la sentenza della CTR che accoglieva il gravame di due contribuenti, contro la decisione della CTP ai cui, relativamente ad un atto di compravendita immobiliare, aveva revocato l’aliquota agevolata del 4% prevista per l’acquisto di abitazioni non di lusso, con relativa irrogazione di sanzioni.
La CTR assumeva che dalle risultanze degli atti emergeva una divergenza nella misurazione dell’immobile che derivava dal calcolo che l’Ufficio faceva con riferimento alla superficie utile del piano interrato, laddove il concetto di superficie utile escludeva le porzioni di fabbricato prive di destinazione abitativa e, comunque, quelle formalmente prive di abitabilità.
Per il Fisco i giudici di appello avrebbero errato laddove hanno ritenuto di escludere dal computo della superficie utile quella afferente al piano interrato, in quanto sprovvisto di abitabilità.
La Corte ribadisce che sono considerate abitazioni di lusso le unità immobiliari “aventi superficie utile complessiva superiore a mq 240 (esclusi balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e posto macchine)”, riconnettendo pertanto la caratteristica di immobile di lusso al dato quantitativo della superficie dell’immobile, con esclusione solo dei predetti ambienti.
Il requisito dell’utilizzabilità degli ambienti, a prescindere dalla loro effettiva abitabilità, costituisce parametro idoneo ad esprimere il carattere “lussuoso” di una abitazione, assumendo rilievo – in coerenza con l’apprezzamento dello stesso mercato immobiliare, la marcata potenzialità abitativa dello stesso.
Il calcolo della superficie utile dell’immobile, al fine di stabilire se esso debba essere considerato di lusso, va compiuto a prescindere dalla circostanza che parte degli ambienti non sia conforme alle prescrizioni urbanistiche sotto il profilo dell’abitabilità, in quanto quel che unicamente rileva ai fini del computo della superficie utile è l’idoneità di fatto degli ambienti allo svolgimento di attività proprie della vita quotidiana. A fronte dell’irrilevanza del mero dato catastale, grava sul contribuente l’onere di provare, tramite idonea documentazione tecnica, che i vani in questione non sono utilizzabili a scopo abitativo.
Nella specie, la CTR non ha fatto buon governo dei principi espressi, in quanto ha erroneamente escluso dalla superficie utile complessiva il piano seminterrato, che, se considerato, avrebbe determinato una estensione della stessa certamente superiore a mq 240,00, sostenendo che: “il concetto di superficie utile pare escludere le porzioni di fabbricato prive di destinazione abitativa e comunque quelle formalmente prive di abitabilità”, laddove, al contrario, come sopra ampiamente illustrato, il concetto di abitabilità è estraneo al concetto di superficie utile, nel senso di fruibile dal beneficiario dell’agevolazione.


 

Richiesta di differimento per la “fatturazione elettronica”

 


È stato chiesto di rinviare l’applicazione degli obblighi sulla fatturazione elettronica (fissata, per la generalità dei soggetti passivi d’imposta, al 1° gennaio 2019) almeno per le piccole e medie imprese (Interrogazione a risposta immediata in commissione n. 5/00672 Camera 10 Ottobre 2018).

Al riguardo, l’Amministrazione finanziaria rappresenta che il richiesto differimento dell’entrata in vigore della fatturazione elettronica obbligatoria presenta significativi impatti sul gettito, per le minori entrate derivanti dalla lotta all’evasione IVA.
La relazione tecnica al disegno di legge presentato per l’approvazione della legge di bilancio 2018 infatti quantifica in circa due miliardi di euro il recupero di gettito connesso all’introduzione della misura.
Inoltre, l’autorizzazione in deroga ad introdurre l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica, concessa dagli organismi UE all’Italia per il periodo 2019-2021, potrà essere rinnovata solo previa dimostrazione alla Commissione UE dell’efficacia di tale misura, da fornire sulla base dei dati raccolti nel periodo 2019-2021;
In relazione all’avvio dell’obbligo della fatturazione elettronica con cadenze temporalmente diversificate a seconda della tipologia dei contribuenti, deve sottolinearsi che la fatturazione elettronica integra un processo «simmetrico» che vincola non solo il soggetto emittente ma anche quello ricevente a gestire come elettronica la fattura.
Pertanto, qualora si prevedesse di intervenire normativamente per limitare l’obbligo a specifiche categorie di operatori, si introdurrebbero elementi di notevole complessità per gli operatori stessi (e per i loro intermediari) nella gestione quotidiana delle fatture e, quindi, nei processi amministrativi e contabili ad esse strettamente correlati.
Allo stesso tempo anche per l’Agenzia delle entrate diventerebbe complesso gestire la coesistenza di adempimenti – fatturazione elettronica e spesometro – differenziati per categorie di operatori IVA, disciplina giuridica e tecnica (norme, prassi, provvedimenti e specifiche tecniche diversi) e termini.
La conseguenza delle predette complessità aumenterebbe notevolmente il rischio di errori da parte degli operatori con conseguenti difficoltà di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria e ripercussioni sulle azioni di prevenzione e contrasto a fenomeni di frode ed evasione IVA.


 

Divieto di somministrazione di alcolici dalle 24:00 alle 7:00 anche per i “dehors” su suolo pubblico

 


Per le aree pubbliche date in concessioni per il posizionamento di tavoli e sedie (c.d. “dehors”) opera il divieto di somministrazione di alcolici dalle 24:00 alle 7:00, in quanto non assimilabili alle pertinenze degli esercizi pubblici, escluse dal divieto (Ministero Sviluppo Economico – risoluzione n. 331482/2018).

Le opere costituenti pertinenze si distinguono dalle altre poiché possiedono le seguenti caratteristiche:
– un nesso oggettivo strumentale e funzionale con la cosa principale;
– il mancato possesso, per natura e struttura, di una pluralità di destinazioni;
– un carattere durevole;
– la non utilizzabilità economica in modo diverso;
– una ridotta dimensione;
– una individualità fisica e strutturale propria;
– l’accessione ad un edificio preesistente edificato;
– l’assenza di un autonomo valore di mercato.


Da quanto sopra evidenziato, emerge l’impossibilità di far rientrare il concetto di dehors in quello di pertinenza, anzitutto in ragione della temporaneità della concessione per l’occupazione del suolo pubblico per dehors, in netto contrasto con il carattere durevole della pertinenza, secondariamente in ragione del valore economico che nel primo caso ha una sua autonomia, visto che è attività di interesse commerciale per cui si attiva la procedura della concessione.
Pertanto per le attività di somministrazione di alimenti e bevande negli spazi concessi per dehors su suolo pubblica opera il divieto di somministrazione di alcolici dalle ore 24:00 alle 7:00.

 

Fornitori fittizi, acquisti reali: i costi sono deducibili

 

Con la recente Ordinanza n. 25027 del 10 ottobre 2018, la Corte di Cassazione ha affermato che in sede di accertamento ai fini delle imposte sui redditi, devono ritenersi deducibili per l’acquirente i costi relativi agli acquisti di beni effettuati tramite fornitori fittizi (operazioni soggettivamente inesistenti), anche quando l’acquirente stesso sia consapevole del carattere fraudolento delle operazioni.

FATTO


L’Agenzia delle Entrate ha emesso avviso di accertamento nei confronti della società contribuente, esercente attività di vendita auto, contestando la deducibilità dei costi riferiti agli acquisti di autovetture dall’estero effettuati tramite fornitori fittizi nell’ambito di un meccanismo fraudolento ai danni dell’Erario. In altri termini, gli acquisti risultavano effettuati da fornitori diversi del venditore effettivo, configurandosi costi riferiti ad operazioni soggettivamente inesistenti.
Secondo l’Ufficio l’inserimento dell’attività commerciale della contribuente nel meccanismo fraudolento, in relazione alle operazioni soggettivamente inesistenti, ha determinato un’interruzione del rapporto di “inerenza” fra i costi e l’attività aziendale, con conseguente indeducibilità dei costi riferiti alle operazioni soggettivamente inesistenti.
Su ricorso della società contribuente, i giudici tributari hanno riconosciuto invece la deducibilità dei costi riferiti alle operazioni soggettivamente inesistenti, in considerazione del fatto che le autovetture acquistate erano state commercializzate generando ricavi, a fronte dei quali i costi di acquisto delle stesse autovetture assumono rilevanza nella determinazione del reddito d’impresa imponibile.


DECISIONE DELLA CASSAZIONE


Confermando la decisione dei giudici tributari, la Corte di Cassazione ha osservato che secondo la normativa vigente non sono ammessi in deduzione i costi e le spese dei beni e delle prestazioni di servizio direttamente utilizzati per il compimento di atti o attività qualificabili come delitto colposo.
Secondo i giudici della Suprema Corte, la disposizione deve essere interpretata nel senso che, ai fini delle imposte dirette, devono ritenersi deducibili per l’acquirente dei beni i costi delle operazioni soggettivamente inesistenti (inserite, o meno, in una frode carosello), per il solo fatto che essi sono effettivamente sostenuti; ciò anche quando l’acquirente sia consapevole del carattere fraudolento delle operazioni, purché si tratti di costi che a norma del TUIR non siano in contrasto con i principi di effettività, inerenza, competenza, certezza, determinatezza o determinabilità. Viceversa, non sono deducibili i costi e le spese dei beni o le prestazioni di servizio direttamente utilizzati per il compimento di atti o attività qualificabili come delitto non colposo.
Nell’ipotesi di operazioni soggettivamente inesistenti, in cui i beni acquistati non siano utilizzati direttamente per commettere reato, ma per essere commercializzati, dunque, il coinvolgimento, anche consapevole, dell’acquirente in operazioni fatturate da soggetto diverso dall’effettivo venditore, non è sufficiente per escludere la deducibilità, ai fini delle imposte sui redditi, dei costi relativi a dette operazioni. In ogni caso, ai fini della concreta deducibilità dei costi stessi, resta ferma la verifica della sussistenza dei requisiti generali di effettività, inerenza, competenza, certezza, determinatezza o determinabilità.